venerdì 7 luglio 2017

Pilastro del "suonatore Jones " Gola della Rossa (Serra S. Quirico-AN)





Introduzione : 
Il Pilastro del “Suonatore Jones” rimane al centro della della Gola della Rossa, sul versante sinistro idrografico. Dimenticato , ignorato o addirittura sconosciuto a molti  malgrado sia ben  visibile a chiunque che , dall’ingresso ovest   della Gola , alzi gli occhi verso le pareti . 
Il contrafforte centrale è alto poco più di  100 metri e offre la possibilità di ospitare almeno 5 linee distinte di salita lungo strutture logiche di fessure e diedri ben marcati , intervallati da stupende placche di ottima roccia lavorata dal carsismo . 

Queste caratteristiche morfologiche rendono particolari  le vie e permettono  di far frequentemente uso di protezioni amovibili,  ormai di raro utilizzo  per lo standard della altre vie classiche della  Gola della Rossa dove tutto è “spittato.

 

Certo è che non semplice posizionare questi attrezzi già fin dall’apertura dal basso di questi itinerari (specialmente se si sta aprendo da soli in autosicura!) :  ogni presa , buco o fessura sono spesso ingombri d'erba e terra ,  circondati  di spini e rovi che si alternano  ti tanto in tanto a minuscoli cespugli di ginepro. Insomma, picca tutto!!




Con un pò di pazienza ,  armati di seghetto , martello , spatola e  scopa , è possibile ripulire molto… (non tutto , mentre si è appesi ad un cliff!) e proseguire lungo la linea di salita,  proteggendosi dove è possibile con friends ,nuts  clessidre . 

Nelle  placche o muri verticali sono stati posizionati fix o viti da calcestruzzo tipo "multi monti" per fori da 8 o 10 mm , cosi come alle soste .



Chi avrà modo di ripetere le vie , con i fix già posizionati in parete  e le prese  discretamente ripulite...,  forse non si renderà conto del notevole e faticoso lavoro svolto in apertura e in fase di ripulitura .
Ci sarà pure chi   avrà da ridire su quello e quell'altro , di solito dei gradi di difficoltà !
Mi auguro che le difficoltà siano più facili di quanto propongo ora  , cosi nessuno si troverà male . A seguito di alcune ripetizioni aggiusteremo il tiro in base hai riscontri dei ripetitori .

Sicuramente qualcuno troverà sporco, altri vedranno sassi da disgaggiare e chissà quali altri  nobili riscontri. 
Ci stàrà,  è inevitabile . Non perderò tempo a spiegare la differenza tra  esplorare e ripetere . 
Se poi qualcuno , vuole dare il suo contributo per migliorare le cose , è libero di farlo visto che siamo nel campo della  "arrampicata libera"  : alla base della parete troverete una scopa appesa all'attacco della via "Un vortice di polvere" . Portatevi anche qualche altro attrezzo per ripulire e  ..buon lavoro a tutti . Grazie di cuore .   

Alcune considerazioni sullo stato delle cose
- per ora  sul pilastro si sviluppano due vie nuove e un vecchio itinerario a chiodi a fessura , che attacca più in basso in prossimità di uno spigolo
- i due nuovi itinerari, parzialmente protetti con ancoraggi fissi in parete (fix e viti autofilettanti tipo "multi monti")  , non sono vie “sportive” vista la  chiodatura spesso  distanziata (fino a 7-8 metri) , ma itinerari  su terreno di avventura che richiedono:   valutazione della solidità della  roccia , valutazione dello stato di conservazione  delle protezioni fisse in loco, capacità di proteggersi con nuts, friends, clessidre e arbusti .  
- malgrado le vie  siano state abbastanza ripulite ..., in parete si trovano tratti terrosi e roccia non sempre solida ai margini della linea di salita.   Sta all’ esperienza dell’alpinista prendere le giuste precauzioni.

Vie non sportive ,ripeto , ma  “arrampicata libera”…:  nel senso che ognuno fa come gli pare e si assume i propri rischi.
Viva la libertà ! Per questo , pilastro e  nomi delle vie, si rifanno al personaggio di Spoon River del “Suonatore Jones” , cantato e musicato da Faber.

Fatte queste premesse, ormai non più scontate nell’era dell’arrampicata  di massa che strizza l’occhio alle olimpiadi e al dilagante  "effetto social" che regala a tutti "fama" alpinistica  per  15 secondi al giorno,    le vie  di questo settore  offrono la possibilità di effettuare  salite  su roccia di buona qualità (con qualche pietra in bilico in quà e là…).

Avvicinamento : parcheggiata l’auto in prossimità dell’ingresso ovest della Gola della Rossa  , si prosegue lungo la vecchia Strada Statale .  Attraversare il  sottopassaggio  che forma il ponte della superstrada e risalire fino ad un ampia curva .  Poco più avanti  a sinistra parte un ripido sentiero (ingresso poco visibile)  che conduce  alla falesia Chez Maxim e ai settori nuovi dello Sperone degli Astemi . Risalire il canalone lungo la ripida traccia  che forma stretti tornati ma    sufficientemente evidente . Fiancheggiare a destra le pareti del Bastione degli Astemi (ultimo sperone attrezzato a monotiri) e proseguire per un breve tratto ripido e ghiaioso fino all’ ingresso di un boschetto da cui parte a sinistra una traccia fra gli alberi ( 25 minuti, ometto).
Attraversato  uno sperone roccioso poco evidente, appena oltre il  bosco si prosegue lungo il  pendio ghiaioso per una traccia non sempre ben evidente ma segnalata da ometti di pietra  che conducono  alla base della parete del Pilastro (45 minuti dal parcheggio) .


 avvicinamento al Pilastro "Suonatore Jones"



  Le vie :

1. "Per un compagno ubriaco"
Via aperta salendo dal basso in solitaria da Daniele Moretti , 

     (30 Aprile, 27-28 maggio 2017)

     

     Difficoltà  : 6B/S2+/ I 

     Sviluppo : 110 m (4 tiri)  

     Discesa : in corda doppia (4 calate , max 30 metri) 

     Chiodatura : distanziata ,  assente lungo le fessure . Utilizzati fix zincati da 10 mm e   viti “multi monti”  da 8x75mm  e 10x80 mm  . Soste attrezzate con maglia rapida    cordino di collegamento fra gli ancoraggi : andranno sostituiti al bisogno in base al livello di usura .
     






    2. “In un vortice di polvere”

    Via aperta salendo dal basso in solitaria da Daniele Moretti 

    ( 23 giugno, 3-5 luglio 2017)

     

    Difficoltà proposta: 6c+ e A1/S2+/II

    Sviluppo : 140 m (6 tiri) 

    Discesa : in corda doppia (4 calate, max 33 metri)

    

    Chiodatura : distanziata e assente lungo le fessure . Utilizzati fix zincati da 10 mm e  viti    
    “multi monti” da 8x75mm  e 10x80 mm  . Soste attrezzate con anello di calata e cordino di  
     collegamento fra gli ancoraggi che andranno sostituiti al bisogno in base allo stato di usura . 








Materiali consigliati : 
  • Corda intera da 80 metri o due mezze corde da 60 m .
  • Friends : serie completa di C4 fino al n° 3,0 BD (o misure simili). Utile il n°3.5 (o 4.0)  sulla via "Per un compagno ubriaco".  Utilizzati anche : un friend C3 n° 1 BD, un X4 n°0,2 BD,  un Totem Cam n° 0.65 , 
  •  Nuts medio - piccoli 
  • 10 rinvii
  • 2-3 cordini per clessidre
  • 4 spezzoni da abbandono per  sostituire  quelli eventualmente usurati  nei  collegamenti di sosta per la discesa in corda doppia (fix con un anello di calata o maglia rapida) 
  • qualche anello di fettuccia per arbusti.
Discesa : in corda doppia , calate max 35 m . La discesa dalla via "In un vortice di polvere" è attrezzata fuori dalla linea di salita , lungo lo  sperone centrale di sinistra . 






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